Bollicine

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L’offerta di spumante di Enoteca San Pietro include alcune delle migliori etichette del cosiddetto champagne italiano. Il vino spumante, infatti, è un vino frizzante tipico dell’Italia. La caratteristica, da cui le cosiddette bollicine prendono il nome, è proprio dovuta alla produzione di spuma. Infatti, quando gli spumanti sono all’interno dell...

L’offerta di spumante di Enoteca San Pietro include alcune delle migliori etichette del cosiddetto champagne italiano. Il vino spumante, infatti, è un vino frizzante tipico dell’Italia. La caratteristica, da cui le cosiddette bollicine prendono il nome, è proprio dovuta alla produzione di spuma. Infatti, quando gli spumanti sono all’interno della bottiglia, hanno una pressione superiore a 3,5 bar. Ciò, all’apertura della bottiglia, favorisce la produzione di spuma.

Come si produce lo spumante

La produzione dello spumante italiano avviene attraverso due metodi, da cui i nomi:

  • spumante metodo classico o metodo champenoise
  • spumante metodo Charmat o metodo Martinotti

Spumante metodo classico: la rifermentazione in bottiglia

La produzione di spumante metodo classico, anche detto metodo champenoise dalla regione dello Champagne, prevede la rifermentazione in bottiglia. Per questo metodo si utilizzano vini base, le cui uve sono state vendemmiate in anticipo. Dopo una pressatura soffice, il succo viene posto in vasche di acciaio inox, dove rimarrà fino a 24 ore. Trascorso questo tempo, al vino saranno aggiunti i lieviti per la prima fermentazione. Questa può durare da 10 a 15 giorni. Dopo un’opportuna miscelazione dei vini, vengono aggiunti i cosiddetti sciroppi di tiraggio, che, grazie alla presenza di zuccheri e lieviti, consentono al vino frizzante una seconda fermentazione. Una volta imbottigliato, il processo cosiddetto di presa di spuma fa sì che il vino si trasformi in spumante.

Spumante metodo Charmat: la rifermentazione in autoclave

Lo spumante metodo Charmat, detto anche metodo Martinotti, prevede la rifermentazione del vino all’interno di recipienti di grandi dimensioni. Tali contenitori sono sottoposti a pressione controllata e, pertanto, prendono il nome di autoclavi. Le uve utilizzate con questo metodo possono essere le stesse del metodo classico. Tuttavia, poiché questo metodo esalta i vitigni aromatici, vengono utilizzate prevalentemente uve come il Moscato, la Glera, la Malvasia e il Brachetto.

Tipi di spumante

La classificazione dei diversi tipi di spumante è regolata dall’Unione europea. Tale classificazione avviene in virtù del residuo zuccherino di ciascuno vino spumante. Per cui, si hanno:

  • Dosaggio zero: anche detto Pas dosé, con residuo zuccherino < 3 g/l
  • Extra Brut: molto secco, con residuo zuccherino ≤ 6 g/l
  • Brut: secco, con residuo zuccherino < 12 g/l
  • Extra dry: secco, ma con lieve nota dolce, con residuo zuccherino fra 12 e 17 g/l
  • Dry: anche detto Sec è leggermente dolce, con residuo zuccherino fra 17 e 32 g/l
  • Demi sec: nota dolce ben percepibile, con residuo zuccherino fra 32 e 50 g/l
  • Dolce: anche detto Doux, la dolcezza è predominante, con residuo zuccherino > 50 g/l

I migliori spumanti italiani

Esiste una vasta produzione di spumanti italiani, specialmente nel nord del paese, prodotti sia con metodo classico che con metodo Charmat. Fra i migliori spumanti italiani, ci sono sicuramente gli spumanti dalla Lombardia, in particolare quelli della regione della Franciacorta, da cui prendono il nome questi spumanti. Anche gli spumanti veneti, in particolare il Prosecco è considerato uno dei migliori spumanti italiani. Gli spumanti piemontesi, in particolare, sono noti per le produzioni di Asti. Anche fra gli spumanti trentini vi è una ricca e rinomata produzione.

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